Tempesta

L’impeto della tempesta
che scuote la notte
accarezza i pensieri.

Scrosci di pioggia e tuoni,
fulmini che spaccano il cielo
mi ricordano di te.

Lascio parte del tepore
delle coperte per la tua pelle,
ma stanotte non ci sei.

Proverò a farlo durare
tra le mie braccia…
te ne ricorderai?

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Dicembre

Cristalli di luce
si posano
sul gelido cielo
della notte.

Ti porto in volo

Stringiti forte a me,
ti porto in volo
sopra le nubi
di questa tempesta.

Qui, creste di nuvole
sono infuocate dal sole,
la pioggia non ci sfiora
e nessuno sa di noi.

Nei cieli d’un sogno,
sopra ogni malinconia,
voliamo liberi, io e te,
rondini verso primavera.

Versi sismici

Tra le macerie
dei sogni
crollati

urlano le speranze
sopravvissute
alle scosse della realtà.

Il peso dei massi
della rassegnazione
è sempre più leggero

quando i muscoli
delle motivazioni
li scostano

e raggi di luce
illuminano gli occhi
dei superstiti.

A Pablo Neruda

Con queste mani rurali, incolte
ho stretto la tua poesia,
Compagno, tiepido vento
per le mie figlie d’autunno.

Siamo fiamma di legna,
calore per case lontane.
Siamo voce che accarezza,
aurora oltre la notte.

Fiori di ciliegio a primavera,
gioia duratura dell’albero,
baci eterni su labbra socchiuse,

spontanee sorgenti di stelle,
nubi frantumate da saette
su aridi campi in seme.

Compagno, siamo
ma non siamo i soli,
fin quando ci sarà poesia
a rianimare ed evolvere.

La nostra pace

Si fa leggero il nostro respiro,

e, finalmente, sorridiamo

tra le luci di quest’alba

che scalda la nostra pelle

e fa passare i brividi

che la notte aveva lasciato.

L’ incresparsi delle leggere onde

mi ricorda il lieve fruscio

d’ inconsapevoli carezze.

E lì, in fondo all’ orizzonte,

con delicatezza sfumano i colori

fin ad incendiarsi di luce.

E qui, in fondo, in noi

la stessa serenità ci perfonde

fin a rendere limpidi i nostri occhi.