La nostra pace

Si fa leggero il nostro respiro,

e, finalmente, sorridiamo

tra le luci di quest’alba

che scalda la nostra pelle

e fa passare i brividi

che la notte aveva lasciato.

L’ incresparsi delle leggere onde

mi ricorda il lieve fruscio

d’ inconsapevoli carezze.

E lì, in fondo all’ orizzonte,

con delicatezza sfumano i colori

fin ad incendiarsi di luce.

E qui, in fondo, in noi

la stessa serenità ci perfonde

fin a rendere limpidi i nostri occhi.

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Vecchio post

Bisogna essere liberi d’animo e non piegarsi al giudizio che s’abbatte sull’ immagine di sé.
Se il giudizio è un’abilità innata, tanto non lo è l’accuratezza del dire.
Si giudica senza considerare ogni aspetto con scrupolo, per suggestione emotiva, per evitare comparazioni tra sé e gli altri, per incapacità di considerare un’identità come l’insieme di molti aspetti, spesso variegati.
Se si è felici lo si è per sé, stessa cosa se si è tristi.
Usare la tristezza come modo di avere attenzione si ripercuote su di sé, giacché il rischio è il senso di abbandono.
Essere felici per sé o tristi per sé, in modo libero, indipendente dalla reazione degli altri… È questo che aiuta a conoscersi.
Aiuta a capire quali cose ci rendono felici, di ciò di cui abbiamo bisogno, di ciò che ci può ferire, ma per comprendere bisogna dissociarsi dalle influenze del pensiero e giudizio altrui.
Solo essendo liberi d’animo si può vivere a pieno, senza senso di schiavitù dal giudizio, dal contesto, da classificazioni rudimentali con le quali si definisce un senso di normalità, con un dire mai accurato e scrupoloso.
Essere liberi d’animo non ha niente a che fare con la ribellione, con il rompere regole morali o etiche, non ha nulla a che vedere con la bizzarria dei comportamenti.
Concludo, questo elogio alla libertà d’animo, dicendo che è un semplice senso di libertà interiore e comportamentale, un senso di serenità e di accettazione onesta, indipendente da classificazioni o giudizi prefatti, quindi la base per un modo di vivere lucido e sereno, con tutti i vantaggi che ne derivano.

Come mille rose

Come mille rose
che s’inerpicano
su vecchie mura
d’ un’ abbandonata casa

vorrei tu, delicata rosa,
mi stringesti
in un tenace abbraccio
che mi abbellisca.

Come mio scudo le tue spine,
fiori schiusi le tue parole,
soffuso odore le nostre emozioni.

Eppure, in questo inverno,
vedo solo pioggia cadere
sulle spoglia mura.

Sarà questa fredda acqua
a nutrire le tue radici,
a farti sbocciare ancora?