Un’ inutile poesia

Io mi chiamo Nicola
la prima canna l’ho fumata a scuola
ma poi la bella compagnia
ed ora il mio sangue traccia una scia
sull’ asfalto, a causa di un incidente,
ma doveva essere una serata divertente…
d’alcool ed erba: chi non lo fa?
Ma la morte non cerca scuse e non ha pietà.
Sì, ero fatto quando mi sono messo a guidare
dritto verso il mio funerale.
Io mi chiamo Roberta
in discoteca l’ho scoperta
in una capsula colorata
in quell’euforica nottata.
Ma sarà stato lo sballo
o forse ho esagerato con il ballo..
mi sono trovata a letto come un’ingenua puttana
ed ora nel grembo ho un orfano di qualche settimana.
E tu! Non lasciarti ingannare:
l’ingenuità ha un duro prezzo da pagare.
Io sono Cristina
E cosa vuoi che sia un po’ d’eroina?
E’ colpa dell’ago se adesso ho l’ HIV
Ma tanto ormai non soffro più…
Sono fredda in questa stanza
d’un obitorio, senza speranza!
dove un medico scrive: “decesso per overdose”.
Ho sempre amato i fiori: portatemi le rose.
Noi siamo Francesco e Carolina
ci siamo incontrati grazie alla cocaina
qui, in questa casa di cura
e ci unisce la nostra paura
di quella maledetta dipendenza
se si sta soli è difficile starne senza.
Io sono Salvatore:
faccio la spacciatore.
Drogatevi so vive solo una volta!
La loro vita era già sconvolta.
Ma ora devo andare e
con la vita dovrò pagare.
E’ questo il prezzo di un errore,
così si fa fra uomini d’onore.

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